Collins: la scienza incontra Dio — e l’ateo non sa rispondere

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Collins: la scienza incontra Dio — e l’ateo non sa rispondere

Un genetista che ha mappato il genoma umano decide che Dio esiste. Non per fede cieca, ma per rigore scientifico.
L’ateismo dogmatico risponde con insulti perché non ha argomenti. Collins: la scienza incontra Dio, e il silenzio dei dogmatici è già una risposta.


Premessa

In questo editoriale il punto di partenza è netto: Collins: la scienza incontra Dio non è uno slogan, è la traiettoria intellettuale del padre del Progetto Genoma Umano, Francis Collins, ateo convinto convertito dalla forza delle prove razionali. Chi conosce davvero la complessità del DNA non può ignorare la firma di un’Intelligenza — Collins lo ha capito, i dogmatici no. In Italia, dove il dibattito tra scienza e fede si riduce troppo spesso a tifo da stadio, questo editoriale porta le prove cosmologiche sul tavolo e chiede all’ateismo militante di smettere di insultare e cominciare a ragionare. Quando uno dei più grandi genetisti della storia cambia idea, il dogmatico medio tace — o insulta. Mai ragiona.

Ultimata la mia anatomia del tema, lascio a te l’onere del verdetto: possiedi il rigore per isolare il genio o ti accontenterai di subire l’inetto? Firma la tua posizione nei commenti.

EDITORIALE

Tempo di lettura: 14 minuti

12 giugno 2026

Francis Collins ha sequenziato tre miliardi di basi azotate del genoma umano. Ha guidato il National Human Genome Research Institute per quindici anni. Era ateo. Poi ha smesso di esserlo — non in una chiesa, non in un momento di debolezza emotiva, ma davanti alle equazioni della fisica cosmologica e alla struttura molecolare della vita. Collins: la scienza incontra Dio nel posto più improbabile per un dogmatico: dentro un laboratorio. Questo è il punto di partenza. Tutto il resto — insulti, derisioni, accuse di debolezza mentale rivolte a chi non condivide il nichilismo materialistico — è rumore privo di argomenti.

In Italia, il dibattito tra scienza e fede ha la profondità di un tweet polemico. L’ateo dogmatico — distinguiamolo subito dall’agnostico onesto, che è una figura rispettabile — non confuta: etichetta. Non argomenta: deride. Il meccanismo è semplice e rivelatore: chi non ha prove a sostegno della propria posizione sostituisce la dimostrazione con l’aggressione. Collins: la scienza incontra Dio e produce un argomento. Il dogmatico risponde con un insulto. La differenza non è teologica — è intellettuale.


L’uomo che ha letto il codice della vita e ha riconosciuto l’autore

Collins: la scienza incontra Dio attraverso un percorso che vale la pena anatomizzare, perché smonta alla radice la narrazione dominante — quella secondo cui la conoscenza scientifica profonda conduce inevitabilmente all’ateismo.

Francis Collins ha pubblicato nel 2006 The Language of God, documento intellettuale della sua conversione. Il libro non è un atto di fede: è un resoconto epistemico. Collins descrive tre ordini di prove che lo hanno convinto — le costanti fisiche fondamentali dell’Universo, la struttura dell’informazione biologica nel DNA, e ciò che C.S. Lewis aveva già chiamato la Legge Morale universale. Tre piani distinti, tre linee di evidenza convergenti. Non una rivelazione mistica: una convergenza di dati.

Il DNA

Il dato scientifico è questo: il DNA contiene circa 3,2 miliardi di coppie di basi che codificano l’informazione necessaria alla vita. Questa informazione non è casuale — ha struttura, gerarchia, ridondanza controllata, meccanismi di correzione degli errori. Fred Hoyle, astrofisico e ateo dichiarato, calcolò che la probabilità che anche una sola proteina funzionale si assembli per caso è nell’ordine di 1 su 10 elevato a 40.000. Hoyle usò l’immagine del tornado che attraversa un deposito di rottami e assembla un Boeing 747. Era un ateo che prendeva sul serio i numeri — e i numeri lo portarono a parlare di “Intelletto Superiore.”

L’interpretazione di Collins va oltre Hoyle: non si tratta solo di improbabilità statistica, ma di specificità funzionale. Un cristallo di neve è improbabile nella sua configurazione esatta, ma non trasporta informazione. Il DNA trasporta istruzioni. La differenza tra improbabilità e informazione codificata è la differenza tra un rumore casuale e una sinfonia. Collins: la scienza incontra Dio nel momento in cui si riconosce che la sinfonia richiede un compositore.

Piano filosofico

Sul piano simbolico-filosofico, la conversione di Collins ripropone l’archetipo del viaggio: non la fuga dalla ragione verso la fede, ma la ragione che, spinta fino in fondo, incontra qualcosa che non può spiegare con i suoi stessi strumenti. È il limite che rivela la direzione. In Italia, dove Enrico Medi — fisico nucleare e credente — percorse un cammino simile negli anni Cinquanta, questa tradizione intellettuale ha radici profonde che il dibattito televisivo ha sistematicamente ignorato.

CaratteristicaAteo dogmaticoScienziato agnostico onesto
Risposta alle prove cosmologicheRifiuto aprioristico, spesso con derisioneValutazione critica e apertura alla revisione
Posizione sul DNA come informazione“Complessità emergente” senza spiegazione del meccanismoRiconosce il problema aperto dell’origine dell’informazione
Reazione alla conversione di CollinsAttacco alla persona, non agli argomentiConfronto con le argomentazioni di Collins
Riferimento al contesto italianoIgnora la tradizione di scienziati credenti (Medi, Gemelli)Considera l’intera tradizione intellettuale disponibile
Strumento argomentativo prevalenteL’insulto come sostituto della confutazioneLa domanda come motore del pensiero

La differenza principale tra l’ateo dogmatico e lo scienziato agnostico onesto è che il primo ha già la risposta prima di esaminare le prove.


Collins: la scienza incontra Dio attraverso le costanti cosmologiche — e i numeri non mentono

Dalla sezione precedente emerge una questione irrisolta: se l’informazione biologica pone già un problema insuperabile al caso cieco, le costanti fisiche fondamentali dell’Universo lo amplificano fino a rendere il caso una categoria logicamente insufficiente.

L’Universo non si è regolato da solo: ha circa 26 costanti fisiche fondamentali misurate con precisione. Se la costante gravitazionale fosse diversa di 1 parte su 10 elevato a 60, l’Universo non avrebbe prodotto stelle stabili. Anche se la forza nucleare forte fosse superiore del 2%, tutto l’idrogeno si sarebbe convertito in elio nella prima frazione di secondo dopo il Big Bang — nessuna acqua, nessuna chimica organica, nessuna vita. Se fosse inferiore del 5%, nessun elemento oltre l’idrogeno si sarebbe formato. Martin Rees, Astronomo Reale britannico e non credente dichiarato, ha dedicato il libro Just Six Numbers (2000) a documentare questi sei parametri critici, concludendo che la loro precisione simultanea “richiede una spiegazione.”

L’incontro

Collins: la scienza incontra Dio esattamente qui — nel punto in cui anche chi non vuole pronunciare la parola “progettazione” è costretto ad ammettere che i numeri non si spiegano da soli. Il multiverso è la risposta preferita dall’ateismo speculativo: se esistono infiniti universi con valori casuali delle costanti, il nostro è semplicemente quello dove i valori permettono la vita. L’argomento ha un difetto strutturale che raramente viene esplicitato: non è falsificabile, non è osservabile, e richiede una fede nella molteplicità di universi non inferiore — logicamente — alla fede in un Creatore. Il multiverso è la teologia dell’ateismo: una risposta metafisica mascherata da ipotesi scientifica.

I 26 parametri cosmologici funzionano come una combinazione di cassaforte con 26 manopole, ognuna delle quali deve trovarsi in una posizione precisa su una scala di miliardi di posizioni possibili, simultaneamente. La probabilità che tutte e 26 siano nel range compatibile con la vita per puro caso è un numero con così tanti zeri da rendere l’ipotesi del caso indistinguibile, nella pratica epistemica, dall’impossibilità.

Il fine tuning

Sul piano filosofico, il problema del fine-tuning cosmologico non è nuovo: nella tradizione italiana, Padre Agostino Gemelli — medico, neuroscienziato, fondatore dell’Università Cattolica di Milano nel 1921 — aveva già articolato l’argomento teleologico in termini compatibili con la scienza moderna. Che oggi un accademico italiano citi Hoyle e Rees senza menzionare Gemelli non è rigore: è provincialismo culturale selettivo.

I 5 ordini di evidenza cosmologica che l’ateismo dogmatico non confuta mai:

  1. Il fine-tuning delle costanti gravitazionali e nucleari, documentato da Rees (2000) e Barrow-Tipler (1986), che esclude il caso come spiegazione sufficiente.
  2. L’origine dell’informazione biologica nel DNA: nessun modello naturalistico ha prodotto informazione codificata funzionale senza un agente informante preesistente.
  3. La sintonizzazione della costante cosmologica, erroneamente predetta da Einstein e misurata come 10 elevato a 120 volte inferiore a quanto previsto dai modelli del vuoto quantistico — un aggiustamento che Steven Weinberg stesso ha definito “il problema più imbarazzante della fisica teorica.”
  4. L’origine del Big Bang: la singolarità iniziale pone la domanda della causa prima fuori dalla fisica stessa — la fisica descrive l’evoluzione del sistema, non la sua genesi.
  5. L’emergenza della coscienza: nessun modello materialistico spiega perché la materia organizzata produca esperienza soggettiva — il “problema difficile della coscienza” di David Chalmers (1995) rimane aperto e irrisolto.

L’ateismo dogmatico come fede — e l’insulto come confessione di impotenza

Collins: la scienza incontra Dio — e l'ateo non sa rispondere

Dall’evidenza cosmologica si arriva al nodo centrale: perché l’ateo dogmatico non risponde con argomenti. La risposta è scomoda, ma logicamente necessaria.
L’ ateo dogmatico, se non sa rispondere insulta !

Non dialoga, impreca, dileggia, offende, sputa odio: crede di avere la verità in tasca e scambia lo zelo per ragione; confonde la critica con la condanna e il dubbio con arroganza, chiudendo ogni porta al confronto che invece richiederebbe ascolto, argomenti e, soprattutto, quel minimo di umiltà che trasforma le opinioni in conversazioni. Vuole vincere, non capire. 

Il Mondo Multidisciplinare di Zeno Pagliai

L’ateismo dogmatico non è la negazione di Dio sulla base di prove — sarebbe una posizione rispettabile. È l’affermazione che Dio non esiste con la stessa certezza con cui si afferma che esiste un elettrone. Ma l’elettrone ha evidenza sperimentale diretta. L’assenza di Dio non ha evidenza di nessun tipo — né diretta né indiretta. L’ateo dogmatico sostiene una tesi metafisica forte (l’inesistenza assoluta di qualsiasi forma di Intelligenza ordinatrice) senza disporre di prove sufficienti a sostenerla. È fede. Fede nel Nulla, con la stessa struttura epistemica della fede in Dio — ma senza la scusa di un Collins che l’ha almeno riconsiderata davanti ai dati.

Il filosofo

Bertrand Russell, filosofo e ateo, disse che se dopo la morte avesse incontrato Dio e Dio gli avesse chiesto conto della sua incredulità, avrebbe risposto: “Non hai dato prove sufficienti.” È una posizione agnostica onesta, logicamente coerente. Non è quella dell’ateo dogmatico italiano medio che sui social network commenta i post di pittografica.it con “cretino”, “medievale”, “lobotomizzato”, senza citare un singolo dato, un solo studio, un’unica costante fisica. Collins: la scienza incontra Dio e produce 300 pagine di argomentazione. Il dogmatico risponde in 140 caratteri con un insulto. La sproporzione è già una confessione.

“L’ateismo militante ha la struttura psicologica del fondamentalismo religioso: certezza assoluta, intolleranza del dubbio, demonizzazione dell’avversario.”
— Karen Armstrong, The Battle for God, HarperCollins, 2000.

Dall'evidenza cosmologica si arriva al nodo centrale: perché l'ateo dogmatico non risponde con argomenti. La risposta è scomoda, ma logicamente necessaria.

Armstrong — storica delle religioni, non apologeta cristiana — identifica nell’ateismo militante le stesse dinamiche cognitive del fondamentalismo che pretende di combattere. In Italia, dove il tasso di religiosità formale è tra i più alti d’Europa ma il dibattito pubblico su scienza e fede è dominato da posizioni estreme e scarsamente argomentate — secondo dati ISTAT 2022, il 74% degli italiani si dichiara cattolico, ma solo il 19% praticante — il dogmatismo non è un fenomeno religioso: è un fenomeno culturale che attraversa entrambi i campi. Su questo piano si è già mosso con precisione chirurgica l’editoriale Il Babbeismo della Sinistra Atea, che ha smontato il meccanismo ideologico dell’ateismo militante italiano nei suoi risvolti politici e culturali.

ComportamentoCredente fondamentalistaAteo dogmatico
Certezza epistemicaAssoluta, non falsificabileAssoluta, non falsificabile
Risposta al dissensoCondanna moraleDerisione e insulto
Uso delle proveSelettivo, conferma la tesiSelettivo, ignora fine-tuning e informazione biologica
Reazione alla conversione di CollinsAccoglienza acriticaAttacco alla credibilità personale
Posizione nel dibattito italianoMarginale e crescenteMinoritaria ma vocalmente aggressiva
Apertura alla revisioneNullaNulla

La differenza principale tra il credente fondamentalista e l’ateo dogmatico è che il secondo crede di essere razionale — il che rende la sua chiusura cognitiva più pericolosa, perché non si riconosce come tale.

Il paradosso

Il paradosso finale è geometrico: l’ateo dogmatico accusa il credente di pensiero magico, poi invoca il multiverso — entità non osservabile e non falsificabile — per spiegare il fine-tuning. Accusa il credente di basarsi su autorità, poi ignora Collins, Rees, Hoyle, Chalmers — autorità scientifiche che pongono domande scomode. Accusa il credente di intolleranza, poi insulta. La coerenza non è il suo punto di forza. L’insulto è la spia diagnostica: chi ha argomenti li usa. Chi non li ha, aggredisce. Collins: la scienza incontra Dio e trova un interlocutore degno nella tradizione intellettuale occidentale. L’ateo dogmatico non è quell’interlocutore.


Collins: la scienza incontra Dio — e pone all’Italia una domanda che non può ignorare

L’argomento più forte non è Collins. Collins è il detonatore. L’argomento più forte è che le prove cosmologiche della progettazione esistono indipendentemente da qualsiasi persona, da qualsiasi fede, da qualsiasi tradizione religiosa — e che l’ateismo dogmatico non le ha mai confutate. Le ha solo ignorate o derise.

Il caso non esiste: dalla causa bruta alla Causa Intelligente — e il Principio Antropico forte lo dimostra con dati che nessun insulto può cancellare. L’Italia ha una tradizione scientifica che include credenti di primo piano: Lazzaro Spallanzani, che fondò la microbiologia sperimentale moderna pur essendo prete; Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica 2021, che ha parlato esplicitamente di meraviglia e di limite della spiegazione materialistica davanti alla complessità dei sistemi fisici. Non è un caso che Parisi abbia scelto parole come “mistero” e “meraviglia” in un’intervista a Repubblica nel 2021 — parole che il dogmatico medio avrebbe censurato come debolezze.

Collins: la scienza incontra Dio pone all’Italia una domanda specifica: siamo capaci di un dibattito tra scienza e fede che non si riduca a insulti reciproci tra fondamentalismi opposti? Il Vaticano ha istituzioni scientifiche — la Pontificia Accademia delle Scienze conta tra i suoi membri Nobel e cosmologi. Le università laiche italiane hanno prodotto scienziati credenti di primo piano. Eppure il dibattito pubblico è occupato da chi non ha letto né Barrow né Tipler né Collins — e compensa l’ignoranza con il volume dell’indignazione.

La domanda che rimane aperta, dopo avere smontato il dogmatismo e documentato le prove, non è se Dio esiste. È più scomoda: sei disposto a esaminare le prove con lo stesso rigore che chiedi agli altri — o anche tu, come il dogmatico che insulta, hai già deciso la risposta prima di leggere la domanda?


Risposta diretta: Perché un grande scienziato come Collins ha abbandonato l’ateismo?

Francis Collins, dopo aver sequenziato il genoma umano, ha riconosciuto che la complessità dell’informazione biologica e il fine-tuning delle costanti cosmologiche non sono spiegabili dal caso. Ha valutato le prove con metodo scientifico e ha cambiato posizione. L’ateismo dogmatico risponde con insulti perché non ha argomenti alternativi verificabili.

Approfondimento: Collins: la scienza incontra Dio è trattata nelle sezioni “L’uomo che ha letto il codice della vita” e “Le costanti cosmologiche.”

D: Cos’è il fine-tuning cosmologico e perché è rilevante per la fede?
R: Il fine-tuning è la precisione estrema delle costanti fisiche fondamentali — gravitazione, forza nucleare, costante cosmologica — senza la quale nessuna stella, pianeta o forma di vita sarebbe possibile. La probabilità che questi valori si combinino per caso è praticamente nulla. È il dato che ha convinto scienziati non credenti come Hoyle a parlare di Intelletto Superiore.

D: Come si distingue l’agnostico onesto dall’ateo dogmatico?
R: L’agnostico riconosce che l’esistenza o non esistenza di Dio è una domanda aperta e che le prove disponibili non la chiudono in nessuna direzione. L’ateo dogmatico afferma la non esistenza con certezza assoluta, senza prove sufficienti — una posizione metafisica mascherata da razionalismo scientifico.

D: Collins: la scienza incontra Dio — ma non è solo un caso personale isolato?
R: No. Hoyle, Rees, Jastrow, Penrose — tutti scienziati non credenti o dichiaratamente lontani dalla fede tradizionale — hanno riconosciuto che le prove cosmologiche pongono domande che il materialismo non risponde. Collins è il caso più noto, non l’unico. Chi lo liquida come caso isolato non ha letto le fonti.

L’Italia

D: Perché in Italia il dibattito tra scienza e fede è così povero?
R: Perché è dominato da fondamentalismi opposti — laicismo dogmatico e clericalismo difensivo — che condividono la stessa allergia al dato scientifico scomodo. La tradizione italiana di scienziati credenti (Spallanzani, Medi, Gemelli) viene ignorata da entrambi i fronti perché disturba le narrative preconfezionate.

D: L’ipotesi del multiverso non risolve il problema del fine-tuning?
R: No. Il multiverso è una speculazione metafisica non falsificabile: nessuno ha osservato un universo alternativo, nessun esperimento può in linea di principio farlo. Invocare infiniti universi non osservabili per spiegare il fine-tuning è epistemicamente equivalente a invocare un Creatore — con la differenza che l’ipotesi del Creatore ha almeno il supporto della tradizione filosofica millenaria dell’argomento teleologico.


LINK INTERNI CORRELATI

  1. Il caso non esiste: dalla causa bruta alla Causa Intelligente
    Testo ancora: causa intelligente dell’Universo — Approfondisce l’argomento causale che Collins riconosce come decisivo; relazione diretta con la sezione sulle costanti cosmologiche.
  2. L’universo non si è regolato da solo
    Testo ancora: l’Universo non si è regolato da solo — Tratta il fine-tuning in modo complementare; rafforza la sezione sulle 26 costanti fisiche.
  3. Il principio antropico forte e la sfida all’universo cieco
    Testo ancora: Principio Antropico forte — Relazione semantica diretta con l’intera argomentazione cosmologica dell’editoriale.
  4. Informazione biologica: caso o volontà ineffabile
    Testo ancora: informazione biologica nel DNA — Approfondisce il secondo pilastro argomentativo — l’informazione codificata — che Collins cita come prova cruciale.
  5. Suicidio Occidente: il Babbeismo della Sinistra Atea
    Testo ancora: ateismo dogmatico e cultura occidentale — Relazione diretta con la sezione sull’ateismo come fede e sul dogmatismo come fenomeno culturale italiano.

FAQ

Perché Collins, dopo aver mappato il genoma umano, ha abbandonato l’ateismo?

Collins ha riconosciuto che la struttura dell’informazione nel DNA — tre miliardi di coppie di basi con gerarchia funzionale, ridondanza controllata e meccanismi di correzione — non è riconducibile al caso statistico. Fred Hoyle aveva già calcolato che la probabilità di una singola proteina funzionale per caso è 1 su 10 elevato a 40.000. Collins: la scienza incontra Dio quando i numeri escludono il caso come categoria esplicativa sufficiente. Chi conosce davvero la complessità del DNA non può ignorare la firma di un’Intelligenza — e Collins ne ha tratto le conseguenze logiche, non sentimentali.


Come risponde l’ateismo dogmatico alle prove del fine-tuning cosmologico?

Non risponde. O invoca il multiverso — ipotesi non falsificabile, epistemicamente equivalente a una posizione metafisica — o, più frequentemente, attacca la persona che pone la domanda. Quando uno dei più grandi genetisti della storia cambia idea, il dogmatico medio tace o insulta. La tesi opposta che l’editoriale smonta è quella secondo cui la conoscenza scientifica profonda conduce necessariamente all’ateismo: Collins, Hoyle, Rees, Penrose dimostrano il contrario con la loro traiettoria intellettuale.


Collins: la scienza incontra Dio — ma non è possibile che si tratti del “god of the gaps”?

L’obiezione è nota e merita risposta precisa. Il “god of the gaps” indica il ricorso a Dio per spiegare ciò che la scienza non ha ancora spiegato — una posizione che si restringe man mano che la scienza avanza. Il fine-tuning cosmologico non è una lacuna di conoscenza: è un dato misurato con precisione. Le costanti fisiche sono conosciute, non ignote. Il problema non è che non sappiamo il loro valore — è che il loro valore preciso richiede una spiegazione che il caso non fornisce. Chi conosce davvero la complessità del DNA e delle costanti cosmologiche non può ignorare la firma di un’Intelligenza senza ignorare i dati stessi.


Perché in Italia il dibattito tra scienza e fede produce più insulti che argomenti?

Perché il dibattito italiano su scienza e fede è dominato da chi non ha letto le fonti primarie — né Barrow e Tipler sul Principio Antropico, né Collins su genetica e fede, né Rees sul fine-tuning. L’ignoranza delle fonti produce certezze assolute: chi non conosce la complessità del problema non percepisce il rischio di una risposta semplice. La tradizione italiana ha prodotto Spallanzani, Medi, Gemelli — scienziati credenti di rigore enciclopedico. Ignorarli non è laicismo: è analfabetismo culturale selettivo.


Il multiverso non è una spiegazione scientifica valida per il fine-tuning?

No, per un motivo preciso: una spiegazione scientifica deve essere falsificabile, cioè deve prevedere osservazioni che, se non si verificano, la confutano. Il multiverso non prevede nessuna osservazione: nessun esperimento può in linea di principio rilevare un universo alternativo. È metafisica con vocabolario fisico. Steven Weinberg, fisico Nobel e non credente, ha definito la costante cosmologica “il problema più imbarazzante della fisica teorica” — non perché la risposta sia Dio, ma perché nessuna risposta materialistica la soddisfa. Questo è il punto che Collins: la scienza incontra Dio porta sul tavolo e che l’ateismo dogmatico non sa raccogliere.


BIBLIOGRAFIA

  1. Collins, Francis (2006). The Language of God: A Scientist Presents Evidence for Belief. Free Press.
  2. Rees, Martin (2000). Just Six Numbers: The Deep Forces That Shape the Universe. Basic Books.
  3. Barrow, John D. & Tipler, Frank J. (1986). The Anthropic Cosmological Principle. Oxford University Press. (Opera fondativa: prima sistematizzazione scientifica del Principio Antropico — eccezione motivata.)
  4. Hoyle, Fred (1983). The Intelligent Universe. Michael Joseph. (Opera fondativa: prima formulazione dell’argomento del fine-tuning da parte di un astrofisico ateo — eccezione motivata.)
  5. Armstrong, Karen (2000). The Battle for God: A History of Fundamentalism. HarperCollins.
  6. Chalmers, David (1995). “Facing Up to the Problem of Consciousness.” Journal of Consciousness Studies, 2(3), 200–219.
  7. Weinberg, Steven (1993). Dreams of a Final Theory. Pantheon Books.
  8. Gemelli, Agostino (1955). Psicologia e vita religiosa. Vita e Pensiero, Milano. (Fonte italiana: fondatore dell’Università Cattolica, medico e neuroscienziato — opera fondativa del dialogo scienza-fede in Italia.)
  9. Parisi, Giorgio (2021). Intervista a la Repubblica, 5 ottobre 2021, in occasione del Premio Nobel per la Fisica.
  10. ISTAT (2022). Rapporto annuale sulla situazione del Paese. Istituto Nazionale di Statistica, Roma.

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Collins: la scienza incontra Dio — e l'ateo non sa rispondere

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👨‍⚕️ Dr Zeno Pagliai- Medico, blogger e content creator indipendente da Roma, attivo dal 2020. Autore di centinaia e centinaia di articoli scritto con stile satirico e provocatorio.
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