Atti di fede.

L'anatomia dei sistemi complessi, oltre il conformismo del presente. Il tuo pensiero qui trova spazio: collabora con noi.

Atti di fede.

Atti di fede contro atti di fede. Atei e credenti a confronto.

La fede in Dio e la fede nel Caso possono essere viste come due diverse prospettive sulla vita e sull’universo.

La fede in Dio è spesso associata alla religione e alla spiritualità. È un atto personale, una libera risposta dell’uomo all’iniziativa di Dio che si rivela. Questa fede non è un atto isolato, ma è condivisa e trasmessa all’interno di una comunità di credenti.

D’altra parte, la fede nel Caso può essere interpretata come una visione del mondo più secolare o scientifica, in cui gli eventi sono il risultato di processi naturali e casuali. Questa prospettiva può portare a una comprensione diversa del mondo e del nostro posto in esso.

Entrambe queste prospettive non possono coesistere in una persona essendo in totale antitesi.

Definizione di Caso.

Il termine “Caso” può avere diverse interpretazioni a seconda del contesto. In generale, si riferisce a un evento o a una serie di eventi che si verificano in modo apparentemente casuale o non pianificato.

Nel contesto scientifico, il “Caso” è spesso utilizzato per descrivere eventi che sono il risultato di processi naturali e casuali. Ad esempio, la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin si basa sull’idea che le variazioni genetiche avvengono per caso, e che queste variazioni possono poi essere selezionate naturalmente se conferiscono un vantaggio evolutivo. Ma nel valutare l’ estrema complessità della Vita riesce difficile pensare che essa sia evoluta senza un precisa e minuziosa programmazione derivante da un programma genetico qual’é il DNA.
Come un programma per computer che abbia un preciso scopo filale non si crea spontaneamente in un computer acceso e lasciato li senza interventi, così è impossibile che un DNA: un codice così complesso si crei spontaneamente per caso.

Gli atti di fede.

Un atto di fede in qualcosa che non sia dimostrabile scientificamente è una manifestazione di fiducia o di adesione a una presunta verità che non si basa su prove empiriche o razionali, ma su una convinzione personale che non ha riscontri scientifici.

  • Credere in Dio richiede un solo atto di fede e non credo sia necessario dire altro.
  • L’ essere atei in vece di atti di fede ne richiede moltissimi. Mi limiterò a citarne solo quattro:
  • Credere nell’ Abiogenesi:
    L’abiogenesi per gli atei sarebbe un processo naturale con il quale ritengono che la vita si origini spontaneamente a partire da materia non vivente, come semplici composti organici. Si tratta di una teoria scientifica che cerca inutilmente di spiegare come si siano formati i primi organismi viventi sulla Terra, a partire da molecole inorganiche semplici presenti nell’atmosfera primitiva. L’abiogenesi si baserebbe su una serie di passaggi verso una maggiore complessità, che includerebbero la formazione di sostanze organiche, la costituzione di elementi cellulari e lo sviluppo di meccanismi di replicazione e metabolismo. Però, i cultori dell’ Abiogenesi non spiegano quale sarebbe il meccanismo che guiderebbe la vile inanimata Materia verso la complessità altamente organizzata com’è la Vita.
  • Credere all’ evoluzione chimica della materia:
    L’evoluzione chimica della materia sarebbe il processo con il quale si formerebbero e si trasformerebbero gli elementi chimici nell’universo. Si possono iotizzare due tipi di evoluzione chimica:
    L’evoluzione chimica cosmica, che riguarderebbe le teorie di evoluzione degli elementi chimici nell’universo, subito dopo il Big Bang e attraverso la nucleosintesi nelle stelle e nelle supernove.
    L’evoluzione chimica prebiotica, che riguarda le ipotesi che spiegherebbe come la vita si possa essere sviluppata ed evoluta dalla non-vita, a partire da semplici composti organici presenti nell’atmosfera primitiva della Terra.
    L’evoluzione chimica cosmica spieggerebbe come si sarebbero formati gli elementi più pesanti dell’ossigeno, come il carbonio, l’azoto, il ferro e l’oro, grazie alle reazioni nucleari che avvengono nelle stelle e alle esplosioni di supernove che disperdono i prodotti nel mezzo interstellare.
    L’evoluzione chimica prebiotica spiegherebbe come si sarebbero formate le molecole organiche complesse, come gli amminoacidi, i nucleotidi, i lipidi e i carboidrati, grazie alle reazioni chimiche che avvengono tra i composti inorganici semplici, come l’acqua, l’ammoniaca, il metano e l’anidride carbonica, sotto l’azione di agenti energetici, come la luce solare, i fulmini, le radiazioni e le fonti geotermiche. Queste molecole organiche sono i mattoni della vita, che si sono poi organizzandosi spontaneamente in sistemi cellulari sarebbero stati capaci di replicarsi e di evolversi. 
    Non esistono prove scientifiche che questo possa avvenire o essere avvenuto per caso. Rimangono delle teorie come tante che rimangono tali.
  • Credere che il Caos abbia in se i semi dell’ autoorganizzazione.
    Il caos è una situazione in cui il comportamento di un sistema è estremamente sensibile alle condizioni iniziali e non è prevedibile a lungo termine. 
    L’autoorganizzazione sarebbe un fenomeno che si manifesterebbe nei sistemi complessi, sia naturali che artificiali, che consisterebbe nella formazione spontanea di strutture ordinate a partire da elementi disordinati o casuali.
    Ma nel Caos non solo mai stati trovati i segni o le leggi dell’ autoorganizzazione.
  • Credere che la 2° legge della Termodinamica possa invertire spontaneamente la sua direzione senza interventi esterni.
    La seconda legge della termodinamica, o principio dell’entropia, afferma che in un sistema isolato l’entropia, cioè il grado di disordine, non può mai diminuire spontaneamente, ma può solo aumentare o rimanere costante. Questo significa che i processi termodinamici naturali sono irreversibili, cioè non possono tornare allo stato iniziale senza un intervento esterno. Per esempio, il calore fluisce sempre spontaneamente da un corpo più caldo a uno più freddo, ma non viceversa, a meno che non si forzi il processo con una macchina frigorifera, che richiede lavoro. Questo principio implica che esiste una direzione preferenziale del tempo, in cui l’entropia aumenta, e che non è possibile realizzare il moto perpetuo di seconda specie, cioè una macchina che produca lavoro senza consumare energia.
    In altre parole. Un masso di pietra tenderà a diventare sabbia, ma dalla sabbia non potrà mai ritornare spontaneamente ad essere il masso di prima. Oppure: Il latte e il caffè una volta divenuti caffè-latte non potranno mai ridiventare solo caffè e solo latte.
    La Vita invece viola il 2° Principio della Termodinamica fino alla morte, dopodiché riprenderà il sopravvento e tutto ritornerà a stati molecolari sempre più semplici e fino allo stato atomico! 
    Credere che la Vita sia nata spontaneamente equivale a credere di poter trovare aerei montati e pronti al decollo dopo il passaggio di un uragano che colpisca una fabbrica di pezzi di ricambio per aeroplani. Le probabilità di un tale evento sono astronomicamente basse, diciamo nulle.
  • Come detto all’ inizio: Il credente fa un solo atto di fede ma l’ateo ne fa almeno quattro.
    Secondo il sondaggio WIN/Gallup International del 2015, i credenti sono numericamente più degli atei nel mondo.
  • il 63% della popolazione mondiale si dichiara credente in Dio, mentre solo l’11% si dichiara ateo convinto. La Cina è il paese con più atei (61%), mentre la Thailandia è il paese più religioso (94%)1. In Italia, il 74% degli italiani si dichiara cattolico, il 15% ateo o agnostico e l’11% di altre religioni.


    Vedi anche:
    Esiste o non Esiste ?
    Principio Antropico


atti di fede contro atti di fede
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