Latinorum e Grecorum? No, grazie!

L'anatomia dei sistemi complessi, oltre il conformismo del presente. Il tuo pensiero qui trova spazio: collabora con noi.

Latinorum e Grecorum? No, grazie!

Latiborum e Grecorum? No, grazie!
Latiborum e Grecorum? No, grazie!

latinorum e grecorum ? No grazie!
Se esiste un paradosso degno di entrare nella storia culturale italiana, è questo: il Paese che ha generato Galileo Galilei, Antonio Meucci ed Enrico Fermi continua a formare le proprie menti migliori sulla metrica dell’esametro dattilico e sul participio perfetto greco. Nell’era dell’intelligenza artificiale e del machine learning, i nostri ragazzi imparano ancora a distinguere un ablativo assoluto da un genitivo di specificazione. Benvenuti nel Bel Paese, dove la grandezza del passato è diventata l’alibi perfetto per ignorare il presente. 🏛️

Chi scrive e laureato felicemente.

Il suo percorso scolastico è stato prettamente scientifico: non conosce il latino né il greco antico, e non gliene importa un fico secco delle amene storielle della mitologia greco-romana, tantomeno delle opere di Omero, Esiodo, Stasino di Cipro, Arctino di Mileto o Lesche di Mitilene. Mentre i paladini del “latinorum” e del “grecorum” si pavoneggiano boriosamente convinti di aver toccato l’apice della conoscenza, lui ha studiato ben 5 linguaggi di programmazione per computer.

Inoltre_

Ha sviluppato personalmente vari gestionali clinico-contabili per uso proprio e per studi dentistici, laboratori odontotecnici e altre applicazioni di varia utilità. Sa creare e gestire siti internet (come il suo blog Pittografica.it). Non ha bisogno di elettricisti, falegnami, fabbri o altri tecnici, perché in caso di necessità sa fare tutto ciò che occorre. Inoltre, diffonde sul web i suoi pensieri quotidiani, fedele a una filosofia logica e priva di miserabili ideologie, utilizzando le tecnologie più avanzate per rispettare la lingua italiana e le sue regole. Latinorum e grecorum ? No grazie!


— Il Culto delle Lingue Morte: quando l’Erudizione dventa un’Arma a Doppio Taglio —

Questi custodi del tempio classico dissertano di filosofia platonica con la disinvoltura di chi discute di calcio al bar. Citano Orazio e Virgilio a memoria. Conoscono l’Oracolo di Delfi meglio di qualunque algoritmo di machine learning. Ma quando il router WiFi smette di funzionare alle tre di notte, il loro sapere si dissolve in modo così silenzioso da lasciare basito persino Cicerone nella tomba.

C’è una categoria di individui — colti, laureati, sovente autocompiaciuti — in grado di spiegarvi con dovizia di particolari la genealogia completa dell’Olimpo. Conoscono l’albero genealogico degli dèi meglio del proprio. Sanno tutto di Ettore e di Achille, delle peripezie di Ulisse e dei tradimenti di Clitemnestra. Eppure, davanti a un fusibile bruciato, rimangono in ammirata contemplazione del buio. Provate a chiedere loro come funzioni un impianto elettrico domestico: ve lo spiegheranno con un’alzata di spalle che Aristotele avrebbe definito magnifica nella sua indifferenza.

Non è una questione di intelligenza. È una questione di priorità formative scolpite a fuoco da un sistema scolastico che ha scelto di guardare indietro con reverenza assoluta, invece di guardare avanti con pragmatica curiosità. 🙂 Il risultato è sotto gli occhi di tutti: umanisti di raro valore che non sanno distinguere il metano dall’ossigeno; laureati in lettere classiche che ignorano perché non si debbano mescolare l’ipoclorito di sodio con l’acido cloridrico; filosofi platonici incapaci di districare un cavo HDMI.

Roma era Roma. Atene era Atene. Nessuno lo nega. Ma noi non siamo più né a Roma né ad Atene: siamo nel bel mezzo di una rivoluzione tecnologica che non attende i comodi del participio futuro per decidere chi prospera e chi rimane indietro. Chi propone ancora questi programmi non sta difendendo la cultura. Sta difendendo un privilegio. Latinorum e grecorum ? No grazie!

Per esplorare altri temi dal respiro multidisciplinare: https://www.pittografica.it/categorie/


— 13.824 Ore in Nome di “Latinorum” e “Grecorum”? No, Grazie: la Piccola Aritmetica del Disastro —

Proviamo con la matematica — quella vera, non quella imparata tra un pentametro e l’altro. Un percorso di otto anni scolastici — tre di scuola media e cinque di liceo classico — produce uno scenario piuttosto edificante. Diciotto ore settimanali di lezione su trentasei settimane generano 5.184 ore in aula per anno scolastico. Aggiungete sei ore quotidiane di studio domestico per cinque giorni la settimana, per trentasei settimane, moltiplicate per otto anni: 8.640 ore di studio a casa. La somma finale è impietosa: 13.824 ore. Latinorum e grecorum ? No grazie!

Tredicimila ottocentoventiquattro ore. 🤯

Detto ad alta voce, fa il suo effetto. Non sono ore astratte di un calcolo teorico. Sono ore reali, sottratte a vite reali di giovani reali. Sono mattine rubate al sonno, pomeriggi sacrificati alla scoperta, serate sottratte all’esplorazione del mondo contemporaneo. Il tutto dedicato a coniugare il verbo “amo” in tutti i suoi casi e a distinguere le particelle enclitiche nel greco antico.

Chi sostiene che “latiborum” e “grecorum”? no, grazie sia una posizione eretica, non coglie il punto. È invece una posizione semplicemente razionale. Con 13.824 ore si potrebbero imparare a fondo due lingue straniere moderne — inglese e spagnolo — raggiungendo livelli professionali aperti a qualunque mercato globale. Si potrebbero acquisire tre linguaggi di programmazione con padronanza reale. Anche formare medici capaci di intervenire in corsia già prima del giorno della laurea. Si potrebbero crescere dentisti che abbiano già stretto un trapano su un molare vero, prima di affrontare il primo paziente fiducioso e ignaro del destino. Latinorum e grecorum ? No grazie!

Il sistema ha scelto diversamente. Ha preferito Tucidide a TypeScript. Ha scelto Seneca al posto di Python. Il risultato è visibile a chiunque, anche senza bisogno di consultare un lessico greco.


— L’Auto ad Aria, il Trapano del Dentista e l’Indimenticabile “Latiborum” e “Grecorum”? No, Grazie: Souvenir dell’Ignoranza Selettiva —

Vogliamo aneddoti degni del tema? Eccone uno autentico, perfetto per il bestiario contemporaneo. Una giurista di mia conoscenza conoscitrice enciclopedica della Costituzione italiana, abile declamatrice di sentenze e pandette — credeva fermamente nell’automobile ad aria compressa. Non come curiosità sperimentale di laboratorio. Come invenzione geniale e praticabile, diceva di averla vista funzionare con i propri occhi. Sosteneva la cosa con la stessa sicurezza con cui citava l’articolo 41 della Costituzione a memoria.

La signora dominava le aule di giustizia con la padronanza di un tribuno romano. Tuttavia, le leggi fondamentali della termodinamica le erano del tutto estranee. Il teorema di Carnot, il bilancio energetico, il concetto di entropia: tutto nebbia fitta, come per chi non ha mai incontrato la fisica moderna. 😬

“Latiborum” e “grecorum”? no, grazie significa anche questo: riconoscere che la lacuna scientifica non è un dettaglio folkloristico, ma un problema strutturale di prima grandezza, con conseguenze concrete sulla vita delle persone.

I medici che escono dalle nostre università hanno passato anni a memorizzare testi classici, ma molti non hanno mai messo le mani in un campo operatorio prima del giorno della laurea. I dentisti ricevono il diploma senza aver mai impugnato un trapano su un paziente vero. Poi li troviamo in studio. Noi ci fidiamo di loro, sperando che le Muse li guidino nella scelta dello strumento giusto. Io sono Medico Odontoiatra conosco non bene, ma bemissimmo quanti quai essi combinino prima di acquisire l’abilità manuale necessaria.

Il problema non è solo culturale: è strutturale. Un sistema che privilegia la conoscenza ornamentale rispetto alla competenza operativa produce professionisti esteticamente impeccabili e praticamente impreparati. Come una bellissima statua greca: perfetta nella forma, assolutamente incapace di fare qualunque cosa utile nel mondo reale del 2026.


— Platone Amabile, Python Necessario: il Grande Inganno della “Mente Aperta” —

Esiste, naturalmente, il grande argomento difensivo dei cultori del classico e qua mi vien da ridere : le lingue morte aprono la mente. Formano il pensiero critico. Insegnano a ragionare per via analogica. Costruiscono strutture cognitive superiori. L’argomento ha una sua eleganza retorica indiscutibile. Brilla come un mosaico romano al sole di agosto.

Peccato che il pensiero critico, da solo, non scriva una riga di codice. E spiacebolr che le strutture cognitive superiori non diagnostichino un tumore con l’intelligenza artificiale. Peccato che l’analogia latina non costruisca reti neurali né disegni circuiti integrati. Peccato, infine, che la precisione grammaticale dei classicisti non si traduca automaticamente in precisione scientifica o clinica.

L’argomento della “mente aperta” è seduttivo perché contiene una verità parziale. Le lingue classiche esercitano la mente. Ma lo stesso effetto lo produce imparare il cinese mandarino, studiare il calcolo differenziale, programmare in C++ o comprendere la struttura del DNA. Tutte queste alternative hanno il vantaggio aggiuntivo di essere direttamente spendibili nel mercato del lavoro contemporaneo.

Una mente aperta è una risorsa magnifica. Diventa però uno spreco colossale se la porta del sapere moderno rimane ermeticamente chiusa. Aprire la mente a Platone per poi tenerla sbarrata davanti alla bioinformatica è come comprare un’auto sportiva e usarla esclusivamente per uscire dal garage il sabato mattina.

Il mondo non chiede ai candidati di tradurre Tacito. I mercati finanziari non si fermano ad aspettare che qualcuno finisca di commentare la Repubblica. Le startup tecnologiche non assegnano bonus a chi sa declinare i sostantivi della terza declinazione. Questo non significa che Platone sia inutile. Significa che Platone, da solo, non basta più. 💻


— Il Finale Sarcastico: l’Elmo di Achille non Para i Bug, e il Pantheon non fu Costruito in Greco —

E così, mentre i paladini del classico si ergono a difensori di una cultura millenaria, il mondo continua a girare senza attendere il loro benestare. Le 13.824 ore scorrono ogni anno. Per ogni ragazzo. In ogni aula. Con quella rassegnazione tutta italiana che è insieme vizio nazionale e vanto di eleganza, noi continuiamo ad applaudire. Dire “latiborum” e “grecorum”? no, grazie significa rischiare il linciaggio culturale. Meglio non disturbare il manovratore, soprattutto se cita Cicerone con la stessa disinvoltura con cui voi inviate un messaggio WhatsApp.

La storia.

Eppure la storia, con il suo immancabile senso dell’umorismo, continua a prendersi le proprie rivincite. Il liceo classico ha perso metà dei propri iscritti nell’arco di poco più di un decennio. Dal 2010 al 2023 le matricole si sono quasi dimezzate. Gli studenti votano con i piedi. I piedi li portano altrove. Qualcosa, nel silenzio delle famiglie e nelle scelte silenziose dei ragazzi, sta lentamente cambiando.

L’Italia dovrà prima o poi scegliere: continuare a formare archeologi del pensiero in un mondo che cerca ingegneri del futuro, oppure avere il coraggio di ridisegnare i propri programmi scolastici con la stessa audacia con cui Galileo puntò il cannocchiale verso il cielo. 🔭

La scelta è semplice sulla carta. È straordinariamente complicata nella pratica, perché tocca corporazioni, tradizioni, ministeri e interi apparati accademici che vivono di quella rendita simbolica. Toccare il latino e il greco equivale, in certi ambienti, a profanare il Pantheon.

Eppure, il Pantheon è ancora in piedi. Non grazie al greco antico, ma grazie al calcestruzzo romano: quel prodigioso materiale che nessun liceale classico avrebbe saputo produrre, replicare o migliorare.Il vero miracolo di Roma non era la declinazione. Era l’ingegneria, la tecnologia applicata. Era la concretezza pragmatica che trasformava le idee in archi, in acquedotti, in strade che durano due millenni.

Sembra quasi un’ironia degna di Luciano di Samosata. 🎭


Qualche ironia

Ulteriore Notizia ricavata dal Web:

Il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha confermato il Latino come materia della seconda prova della Maturità 2026 al Liceo Classico, rompendo la consueta alternanza con il Greco e configurando quella che nei corridoi dei licei viene definita una “doppietta”. Orizzonteinsegnanti Tradotto: mentre il dibattito sull’utilità delle lingue classiche infuria, il Ministero risponde con il raddoppio. Due anni consecutivi di Latino, come a dire che la risposta migliore alle critiche è aumentare la dose. Una scelta sofisticata quanto una traduzione di Cicerone, pragmatica quanto un oracolo delfico consultato senza connessione WiFi. La notizia è verificabile, documentata, reale. E, come tutta la realtà italiana che si rispetti, è già esilarante di suo. 😂

👉 https://www.orizzontescuola.it/maturita-2026-il-falso-mito-dellalternanza-greco-latino-ecco-tutti-i-precedenti-storici-che-smentiscono-la-regola/

Home » Articoli pubblicati, in ordine inverso » Latinorum e Grecorum? No, grazie!

Gentile lettore, ti ho tolto il velo dagli occhi? : Allora decidi se continuare a fissare il sole del genio o tornare a rifugiarti nelle ombre rassicuranti dell’inettitudine. Dai il tuo verdetto firmando il tuo commento.

❤️ Sostieni un progetto indipendente Questo blog non ospita pubblicità, non ha editori e non risponde a interessi esterni. Esiste grazie a chi lo legge e ne riconosce il valore. Puoi contribuire come preferisci.
Anche un semplice caffè fa la differenza. ☕ 👉 Sostieni il blog — Scopri come fare

Pubblica gratuitamente un articolo su questo Blog: ✍️ Vedi come fare
Rispondiamo a qualsiasi quesito Ponici ora la tua domanda
Vedrai qui la nostra risposta. ✍️

👨‍⚕️ Dr Zeno Pagliai- Medico, blogger e content creator indipendente da Roma, attivo dal 2020. Autore di centinaia e centinaia di articoli scritto con stile satirico e provocatorio.
📚 𝗘𝘀𝗽𝗹𝗼𝗿𝗮le categorie 𝗱𝗲𝗹 𝗯𝗹𝗼𝗴: Ambiente Analisi Trasversali Antropologia Critica Arte Arte negata Dipinti fatti a mano Dissezionando il genio Focus di cronaca e politica Fuori dai denti Ironie Filosofiche Le meraviglie del Principio Antropico Pensieri Replica sui Media Risposte alle domande dei lettori Salute e Benessere Scienze Scienze umane Spiritualità Tecnologie Testata d’angolo

📌Bacheca FB: https://www.facebook.com/zenopagliai
📘 Pagina FB: https://www.facebook.com/pittografica/