“Il Comunismo come malattia mentale?

Parliamo prima della grande furbizia e previdenza dei loro dirigenti della quale dobbiamo dare loro atto. Si deve dire sinceramente che hanno saputo lavorare silenziosamente molto, molto bene.
La furbizia dei comunisti italiani, un argomento che merita un’analisi approfondita e, perché no, un pizzico di ironia.
Dalla fine dell’ultima guerra in poi, i comunisti hanno dimostrato una straordinaria capacità di infiltrazione nelle pieghe dell’amministrazione statale e comunale. Non è un caso che i loro uomini siano stati collocati in tutti i punti chiave: dalla burocrazia statale e comunale. della scuola – di ogni ordine e grado – fino alle università, dell’editoria, della cultura e della musica, passando per la radio, la televisione, il teatro e la magistratura. Un vero e proprio piano di conquista silenziosa, dove le elezioni possono cambiare i governi, ma non gli uomini nei posti strategici .Questa strategia ha permesso ai comunisti di esercitare una notevole influenza sull’andamento politico italiano, anche senza essere eletti in Parlamento. E ora che un governo di destra è stato eletto, la reazione è stata immediata: tutti i loro uomini sono stati attivati per cercare di affossarlo in ogni modo possibile. Non riuscendo nell’intento, hanno persino scatenato una parte della magistratura a loro fedele contro il nuovo governo.
Anche con nuove elezioni, quei punti chiave rimarranno saldamente nelle mani dei comunisti, continuando a creare danni e a ostacolare chiunque tenti di opporsi al loro dominio. Insomma, un gioco astuto che dimostra come la vera politica non giochi solo nelle urne, ma soprattutto nei corridoi del potere.
Ora vediamo Il Comunismo come malattia mentale che è un ipotesi credibile.
Chi rifiuta di accettare le opinioni altrui e si erge a paladino della democrazia è da considerarsi affetto da disturbi mentali cronici e inguaribili ( non ancora classificati dalla psichiatria moderna ) che compromettono la sua capacità di ragionamento logico. Questa incapacità di confrontarsi con il dissenso non solo rivela una mente chiusa, ma mette in evidenza una profonda incapacità di comprendere i principi fondamentali della convivenza civile. Questi soggetti dovrebbero essere isolati dalla convienza civile e lasciati vivere fra loro, perchè sono inguaribili e anche pericolosi, non per se stessi, ma per gli altri si !
Inoltre, e non è poco… ![]()
Il dibattito sulla natura del comunismo e le sue implicazioni psicologiche ha portato a posizioni estreme, come quella espressa dal presidente argentino Javier Milei, che ha definito il comunismo una “malattia mentale” e un “problema dell’anima”.
Javier Gerardo Milei è un politico, economista e scrittore argentino, nato a Buenos Aires il 22 ottobre 1970. Attualmente, è il presidente dell’Argentina, carica che ha assunto il 10 dicembre 2023. Milei è conosciuto per le sue posizioni estremamente liberiste e per la sua retorica provocatoria. Milei, noto per le sue affermazioni controverse, sostiene che l’ideologia comunista non solo sia fallimentare dal punto di vista economico, ma rappresenti anche una distorsione profonda della psiche umana, capace di causare gravi danni sociali e morali. In sintesi, mentre alcuni considerano il comunismo semplicemente un’ideologia politica fallita, altri lo etichettano come una malattia mentale o dell’anima, evidenziando la sua capacità di generare odio e divisione tra le persone. Il Comunismo come malattia mentale-
Il Comunismo come malattia mentale. Psicosi Paranoide: L’Analisi del Professor Raffaele Vizioli. 
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Il professor Raffaele Vizioli, noto neurologo e vice-presidente della Società italiana di psichiatria biologica, ha proposto un’analisi provocatoria e controversa del comunismo, definendolo una forma di “psicosi paranoide”.
La psicosi paranoide è un disturbo mentale caratterizzato dalla presenza di deliri e allucinazioni, in particolare allucinazioni uditive. Chi ne soffre perde il contatto con la realtà e sviluppa convinzioni false e persistenti, spesso di natura persecutoria, che influenzano profondamente il suo comportamento e le sue interazioni sociali.
Secondo Vizioli, il pensiero comunista non è solo un’ideologia politica fallita, ma riflette un profondo disturbo psicologico che compromette la capacità di ragionamento e di interazione sociale. Il Comunismo come malattia mentale-
Caratteristiche psico patologiche del Comunismo.
Negazione della Realtà.
Vizioli sostiene che i sostenitori del comunismo operano attraverso meccanismi di negazione, rifiutando di assumersi responsabilità per le proprie azioni. Questa negazione porta a una visione distorta della realtà, in cui ogni critica viene percepita come un attacco personale. La conseguenza è una incapacità di affrontare le difficoltà in modo costruttivo.
Pseudocomunità Paranoide.
Il professor Vizioli descrive il mondo comunista come una “pseudocomunità paranoide”. In questo contesto, esiste una verità assoluta interna, e qualsiasi opinione esterna è considerata una minaccia. Questa dinamica genera un ambiente di sospetto e ostilità nei confronti del dissenso.
Meccanismi Difensivi Primitivi.
Secondo Vizioli, i comunisti utilizzano meccanismi difensivi primitivi per mantenere la loro identità distorta. Questo include reazioni eccessive a qualsiasi forma di contraddittorio e una marcata incapacità di tollerare l’incertezza. La loro visione del mondo diventa così rigidamente binaria: amici o nemici.
Conseguenze Psicologiche. Sentimenti di Odio.
Un aspetto centrale del pensiero comunista, secondo Vizioli, è la generazione di odio. La paranoia insita in questa ideologia porta a vedere ogni elemento esterno come un nemico da combattere. Questo stato psichico non solo compromette le relazioni interpersonali ma alimenta anche un clima di conflitto sociale.
Incapacità di Dialogo.
La logica paranoica impedisce ai sostenitori del comunismo di accettare punti di vista alternativi. Ciò crea un ambiente caratterizzato dalla diffidenza, rendendo impossibile un dialogo costruttivo e produttivo con chiunque non condivida le loro idee.
Implicazioni Cliniche.
Vizioli conclude che il problema clinico associato al comunismo è così grave da essere considerato non solo incurabile, ma intrattabile. L’ideal-tipo comunista viene descritto come un narcisista intrappolato in una falsa identità, incapace di affrontare la realtà e i propri fallimenti politici e personali. Questa condizione patologica non solo danneggia l’individuo ma ha anche effetti devastanti sulla società nel suo complesso.
Conclusioni sulle caratteristiche della “Psicopatologia del Comunismo”.
L’analisi del professor Raffaele Vizioli offre una visione estremamente critica del comunismo, suggerendo che le sue radici siano profondamente psicologiche. Secondo questa prospettiva, l’impatto del comunismo sulla società va ben oltre le sue conseguenze politiche ed economiche; esso rappresenta anche una sfida umana e relazionale che richiede una riflessione profonda e critica.
E’ comunaue fondamentale riconoscere che tali affermazioni riflettono posizioni ideologiche a volte estreme e non sempre universalmente accettate.
Panoramica comportamentale.
Caratteristiche di un “Buon Comunista”
- Non tollerano essere contraddetti: La loro visione del mondo è rigida e non accettano opinioni diverse dalle proprie.
- Ritengono di avere sempre ragione: La loro convinzione nella correttezza delle proprie idee li porta a ignorare fatti o argomentazioni contrarie.
- Non ammettono che le loro manifestazioni: Impediscono quelle degli altri anche con la forza.
- Criticano il capitalismo ma beneficiano dei suoi frutti: Spesso condannano il sistema capitalistico mentre si avvalgono delle sue opportunità e comodità.
- Promuovono la solidarietà, ma spesso praticano l’individualismo: Pur sostenendo ideali collettivi, possono mostrare comportamenti egoistici quando si tratta dei propri interessi.
- La cultura è presente solo nel loro ambito: Tendono a considerare le proprie esperienze culturali come superiori e spesso disprezzano altre forme di espressione culturale.
- La proprietà è un furto, ma solo se tocchi la loro: Difendono la proprietà collettiva, ma sono pronti a proteggere i propri beni personali con fervore.
- Occupano le case altrui: Non pagano affitto, luce, acqua, elettricità e condominio, credendo sia un loro diritto inalienabile non farlo.
- Occupano interi stabili: Ne fanno luoghi di spaccio e di altre attività criminose.
- Il lavoro, pretendono di averlo dallo Stato: Si aspettano che sia il governo a garantire loro un impiego, senza prendere in considerazione l’importanza dell’iniziativa privata.
- Odiano e invidiano coloro che danno loro lavoro: Perché non sono stati capaci di arrivare allo stesso livello e tentano di danneggiarli in ogni modo possibile.
- L’ invidia sociale è la sola energia che li muove.
- I figli li dovrebbe mantenere lo Stato: Credono che le responsabilità genitoriali debbano essere condivise con la società, riducendone il peso sulle famiglie tradizionali.
- La famiglia deve essere arcobaleno: Sostengono che la famiglia debba includere ogni forma di unione, promuovendo una visione inclusiva delle relazioni.
- I sessi non sono due, ma molteplici e a piacere: Sostengono una visione fluida dell’identità di genere, rifiutando le categorie binarie tradizionali.
- Il matrimonio monogamico è un’istituzione appartenente al passato: Considerano il matrimonio tradizionale come obsoleto e limitante per l’espressione personale.
- La poligamia è una forma di famiglia modernissima: Promuovono l’idea che relazioni multiple possano essere più liberatorie e soddisfacenti.
- Il tradimento fra coniugi non deve essere ritenuto più tale: Perché il sesso deve essere libero; sostengono che la libertà sessuale debba prevalere su convenzioni sociali tradizionali.
- Dello stato umanitario dei migranti a loro non importa nulla: A loro interessa solo il numero.
- Tentano in tutti i modi possibili, anche illeciti, di favorire l’immigrazione: Il loro vero scopo è solo quello di avere il futuro voto dei migranti.
- Sono atei e contro la religione cristiana: Tacciono però sui misfatti della religione musulmana e delle altre.
- Dicono di non avere bisogno di una religione per comportarsi civilmente: Obbediscono ai dettami marxisti perché quella è la loro religione.
- Sono antiamericani e piangono il loro perduto paradiso russo staliniano.
- Dileggiano i credenti: Però loro credono nell’abiogenesi e nel caos come origine dell’auto-organizzazione.
- Spesso Indossano abiti da straccioni ma hanno un Rolex al polso.
- Per loro, invece di far ridere anche i poveri è meglio far piangere anche i ricchi!
Caratteristiche Aggiuntive di un “Buon Comunista”.
- Soppressione della Proprietà Privata: Considerano la proprietà privata come una fonte di ingiustizia e disuguaglianza, sostenendo che debba essere abolita in favore della proprietà collettiva.
- Centralizzazione Economica: Promuovono l’idea che tutti i mezzi di produzione debbano essere controllati dallo Stato, per garantire una distribuzione equa delle risorse e prevenire la concorrenza.
- Società Senza Classi: Aspirano a creare una società in cui non esistano classi sociali, ritenendo che la divisione tra borghesia e proletariato sia la causa principale dei conflitti sociali.
- Educazione Ideologica: Ritengono che l’istruzione debba essere utilizzata per indottrinare le masse nei principi comunisti, promuovendo una visione del mondo che giustifichi il loro sistema.
- Rifiuto della Religione: Spesso vedono la religione come un’opinione oppressiva che distoglie le persone dalla lotta per l’uguaglianza e dalla comprensione della loro condizione sociale.
- Mobilitazione delle Masse: Credono nel potere delle masse come agente di cambiamento sociale, sostenendo che il proletariato deve essere mobilitato per rovesciare il sistema capitalistico.
- Critica della Democrazia Liberale: Sostengono che la democrazia liberale sia solo una facciata per mantenere il potere della borghesia e non rappresenti realmente gli interessi del popolo.
- Promozione dell’Internazionalismo: Credono nell’unità dei lavoratori di tutto il mondo, sostenendo che la lotta contro il capitalismo deve essere globale e non limitata a un singolo paese.
- Utilizzo della Violenza Rivoluzionaria: In alcune correnti, è accettabile l’uso della violenza come mezzo per raggiungere gli obiettivi comunisti, giustificandola come necessaria per liberare le masse dall’oppressione.
- Negazione delle Differenze Individuali: Tendono a minimizzare l’importanza delle differenze individuali in favore di un’identità collettiva, dove il bene comune prevale sugli interessi personali.
- Sottovalutazione delle Conseguenze Storiche: Spesso ignorano o minimizzano gli effetti devastanti dei regimi comunisti nella storia, come le purghe e le carestie causate da politiche economiche fallimentari.
- Senso di Superiorità Morale: Possono sviluppare una percezione di superiorità morale rispetto a coloro che non condividono le loro ldee, considerando le proprie convinzioni come l’unica via giusta per il progresso sociale.
- Conclusione finale: UNA VERA CATASTROFE per tutto e per tutti !
E’ bene precisare però, che la gravità di questa situazione mentale -ipotizzata dal professor Raffaele Vizioli- sembra essere inversamente proporzionale alla posizione che un individuo di sinistra occupa nella scala gerarchica del partito. Questo vuol dire che le alte sfere sono in perfetta salute mentale, ma a mano a mano che si scende lungo la scala gerarchica del partito si ha un peggioramento progressivo, fino ad arrivare a soggetti che fanno purissimi atti di fede nei riguardi delle alte sfere e di quel che dicono..
Ipotesi fantastica, divertente, ma teoricamente immaginabile.
Se l’ Italia si potesse dividere in due:
A Ovest si raggruppassero tutti i non comunisti, e a Est solo i soli comunisti, divisi fra a loro da un muro simile a quello di Berlino, assisteremmo indubbiamenete di nuovo alla fuga del Est verso l’Ovest !

Il Mondo Multidisciplinare chiede il tuo parere su questo argomento:
“Il Comunismo come malattia mentale” sperando però che tu non sia preda di questa mentalità, definita da molti come patologica, altrimenti non avrebbe alcun valore.